La dieta di Tom Parr, l‘uomo che si dice abbia vissuto 152 anni. Una dieta di longevità ?

Il personaggio leggendario di  Tom Parr deve la sua fama non solo al fatto di aver più che abbondantemente superato i cento anni, ma anche all’aver visto ben 10 regni di Inghilterra, come è scritto nella lapide della sua tomba, a Westminster, dove sono sepolti i più importanti personaggi della storia e della cultura del Regno Unito. Cerchiamo di vedere la sua dieta, di cui premettiamo che esistono diverse versioni Tommy Parr (conosciuto anche come il Vecchio Tom)  fu un personaggio reale, e non immaginario. Visse 152 anni, ben documentati, e i primi dubbi sulla verità storica della sua esistenza vengono sporadicamente avanzati in tempi recentissimi, spesso per opera di persone inaspettate. Tuttavia  a Westminster c’è tanto di lapide nella sua tomba, in cui vengono ricordati tutti i sovrani d’Inghilterra che Tommy Parr potè vedere. Comunque, questo articolo è un articolo di digressioni storiche, ed il suo fine non è né quello di optare per la veridicità storica della durata della vita di Tommy Parr, né quello di suggerire prescrizioni od indicazioni mediche agli smaliziati ed esperti scienziati e lettori del Microscopio, ma soltanto di fornire argomentazioni e cronache dilettevoli, di interesse culturale e storico, per gli addetti ai lavori in campo medico.Ma prima di vedere qualcosa della vita  formidabilmente lunga di Tom Parr ci sembra giusto precisare prima due elementi: a)-la sua era una dieta povera (pane con crosta, formaggio verde, latticello, cipolle, e Mild ale con in più del sidro in certe occasioni speciali ) ,e b)- senza dubbio avrebbe dovuto essere arricchita di Vitamina A. Infatti Tom Parr era molto miope. Dire che arrivò quasi alla cecità è eccessivo, ma senz’ altro era di una miopia straordinaria. Noi diremmo che Tom Parr è la dimostrazione fatta persona di come non serva affatto una vista d’aquila per vivere tantissimo.  La nostra idea, trattandosi di una dieta povera, è di cominciare a parlarne partendo  dai valori  nutrizionali della birra.  Facciamo un piccolo inciso su questo tipo di birra. Poi vedremo pochi episodi salienti della vita  di Tom Parr, giusto alcuni dettagli  per comprendere meglio il valore di questa dieta.  E poi vedremo uno per uno questi alimenti, dal punto di vista dei valori nutrizionali. 

La birra è tradizionale in Gran Bretagna. Si tratta di una birra ad alto grado di fermentazione, ed a blanda gradazione alcolica. Il suo piacevole aroma è quello di un malto delicato e leggero. E’ stata inquadrata tra le birre “morbide”, che risultano in genere poco amare. L’ aggettivo  “mild” vuol   dire: “blando”.  Fatta questa piccola premessa, vediamo alcuni episodi della vita di Tom Parr, tanto per capire un pochino meglio di chi stiamo parlando.  Tom  Parr nacque a Winnington, nello Shropshire,   nel 1483. Era il periodo del regno di Edoardo IV. Il padre di Thomas  Parr  possedeva una fattoria, e dispose tutto in modo che, fin dall’ infanzia, suo figlio fosse destinato a dei lavori domestici (una sorta quindi di tuttofare domestico, come oggi potrebbe essere il lavoro di un peruviano o di un filippino ),nell’ ambito della Contea che gli aveva dato i natali.  Lavorava quindi fuori della casa paterna, ma, almeno, sempre nell’ ambito della sua Contea. E fin qui nulla da dire. Ma nessuno di noi è eterno, e così un giorno il padre di Thomas Parr passò a miglior vita, arrivando a dimensione più alta. Parr ritornò allora nella fattoria paterna, ma come proprietario. Innanzitutto egli rimase celibe fino all’età di  80 anni. Dopodichè decise di mettere la testa a posto, e si sposò. Sua moglie  (la prima) fu Jane Taylor. Jane gli diede  due figli, che morirono entrambi nell’infanzia. Ironia del destino: la sorte non aveva disposto per loro alcuna forma di longevità.  Particolare alquanto comico si verificò nel 1583. Parr aveva 100 anni d’età. Ci si sarebbe aspettato che sua moglie gli potesse essere allora infedele, ma, trattandosi di persona un pochino vivace (Tom Parr), fu proprio l’opposto che si verificò.   Il Clero condannò infatti Tom Parr ad eseguire una    penance davanti al frontespizio della chiesa paterna. La penance era una sorta di cerimonia di autoconfessione e di autocastigo, che, compiuta davanti alla sua chiesa, serviva come atto di espiazione di un atto inpuro,  che in questo caso era costituito dall’infedeltà verso la propria  moglie.  Forse Parr non aveva alcuna intenzione di fare alcuna cerimonia di tal genere, ma il fatto è che non aveva proprio scelta. A quei tempi bastava una spiata, magari di un vicino di casa, e il peccatore non aveva altra possibilità se non confessare, e pagare la propria pena, autoumiliandosi  in questo tipo di sgradevole cerimonia, se non voleva incappare in guai maggiori. Non dimentichiamo che il clero disponeva,  all’ occorrenza, per i peccatori, anche di eventuali torture. Meglio quindi la cerimonia della penance. La causa della penance ? Beh! Niente male per un uomo di 100 anni. Era lui che aveva commesso infedeltà verso sua moglie. Infatti aveva tranquillamente amoreggiato con un’altra donna, Katherine Milton. E il frutto di quest’amore illecito fu un figlio illegittimo. La prima moglie di Thomas Parr morì nel 1605, durante il regno di James I.  Potremmo dire spiritosamente che forse l’aveva fatta morire anzitempo  un “ragazzo vivace” come Tom Parr.  Tra parentesi, uno dei personaggi di Wodehouse, il vecchio e simpatico Lord Ickenam, sembra avere proprio il carattere di Tom Parr e, in alcuni romanzi del famoso umorista inglese, trascina sempre il nipote Pongo nelle sue scorribande a Londra, dove è sempre il nipote a farsi venire i capelli bianchi, e giammai il vecchio Lord. Parr, alla morte della prima moglie aveva appena 122 anni. All’età di  122 anni  Tom Parr  si sposa per la seconda volta, e procede a giuste nozze con un’ altra partner: Jane Lloyd.  E’ molto probabile che ad ogni donna dicesse: “Sposami, ed un giorno tutto questo sarà tuo. E’ un buon affare per te ! “. Dal secondo matrimonio, quello con Jane Lloyd, non ci fu prole.

E il lettore potrebbe dire: “Magari a 122 anni il vecchio Tom avrà perso colpi. “  Ma niente affatto ! Non ebbe prole da questo matrimonio, ma avrebbe vissuto ben trent’ anni ancora, tanto da stremare tranquillamente anche Jane Lloyd.  Il vecchio Tom continuò a lavorare tranquillamente nella sua fattoria, anche se afflitto da una miopia sempre ingravescente.   Quindi, la prima considerazione che facciamo, per inciso, è che la sua dieta avrebbe dovuto includere anche cibi ricchi di Vitamina A, come delle fette di  zucca (magari fritte)  e delle carote, e delle meleagre  (attualmente un esempio potrebbe essere dato dalle mele Smith). La seconda considerazione che facciamo potrà essere ovvia, ma non del tutto banale: per  poter fare una vita  lunga (o anche lunghissima, come nel caso di Tom Parr) non è necessaria una vista d’ aquila. Il soggetto miope, o anche molto miope, avrà un punto debole, che senza dubbio diminuirà la qualità della sua vita, ma la forte miopia può benissimo restare per tutta un’ esistenza a cui il destino abbia però concesso il dono della longevità. Stiamo per vedere ad uno ad uno tutti i componenti della dieta di Tom Parr. Ma prima, senza rivedere tutta la sua vita, concludiamo le vicende fondamentali della sua vita.  Uno dei cortigiani del tempo di Re Charles I volle trasferire Tom Parr dalla sua Contea, che gli aveva dato i Natali, portandolo a Londra davanti al proprio sovrano. Re Charles I, una volta che Tom Parr fu condotto  a Londra, gli chiese cosa mai avesse fatto di più grande degli altri uomini. La domanda era stata fatta dal Re in senso spiritoso, ovviamente. Ed il vecchio Parr rispose, altrettanto spiritosamente, che “si era beccato una penance all’ età di  100 anni”. La divertente risposta piacque al Re, che lo tenne a Corte.  Non solo, ma diede anche un grande banchetto per festeggiarlo.  Purtroppo, dopo il fastoso banchetto (poco tempo dopo) Tom Parr passò a miglior vita, avendo voluto assaggiare tutte le portate. Senza questo pasto megagalattico gli scienziati ed i cronisti del suo tempo ipotizzarono che forse Tom Parr sarebbe agevolmente arrivato anche ad età maggiori (tale assunto è stato condiviso in tempi più recenti anche da Charles Dickens ed Americo Scarlatti ).

L ‘autopsia  sul corpo di Parr fu eseguita dal medico più famoso del suo tempo, SIR William Harvey, nel novembre del 1635,e diede risultati sorprendenti, mostrando un corpo in grado di vivere chissà quanto ancora! Ma vediamo ora, uno per uno, tutti i vari componenti della dieta di Tom Parr. Abbiamo detto, all’ inizio di quest’articolo, alcuni particolari sulla birra. Ora però vediamone alcuni altri elementi essenziali. E poi vedremo per bene gli aspetti nutrizionali del pane grosso ed un pochino raffermo. Poi confideremo alcuni dettagli sul formaggio verde che Parr consumava, e che era un pochino sub rancido. Potremmo anche fare una terza considerazione, sempre guardando i tipi di alimenti consumati: Parr doveva essere un pochino tirchio, e nonostante possedesse una fattoria, e quindi potesse consumare tutti i cibi migliori della sua produzione, spesso mangiava  del formaggio verde quasi arrivato alla rancidità, e del pane grosso arrivato ad essere un tantino raffermo. Eppure la sua tirchieria forse gli allungò moltissimo la vita, perché è ovvio che il pane raffermo (ricco di vari importanti amminoacidi essenziali come la lisina, e specialmente pronil-lisina, presente nella crosta del pane in percentuali otto volte maggiori rispetto al resto della pagnotta) e con crosta, ed il formaggio verde sub rancido gli avevano donato una bellissima serie di giorni attaccati di seguito alla sua esistenza.  Poi vedremo anche le cipolle, ed il siero di latte acido.  Per chiudere questa rassegna sugli alimenti che donano longevità, vedremo infine il sidro, dal momento che Tom Parr, in occasioni speciali, beveva anche del sidro.  La birra fa parte di un gruppo di birre molto caratteristiche della Gran Bretagna, ottenute tramite un’alta fermentazione, e classificate tra le birre ”morbide”, cioè  poco amare.   Non stiamo illudendo i lettori dicendo loro che i fortunati bevitori vivranno 152 anni. Stiamo solo riportando una notizia: Tom Parr  ha avuto dalla sorte  152 anni di vita, e tra gli alimenti che egli era solito consumare c’era anche questo tipo di birra. Anche gli abitanti di Campodimele hanno un numero incredibile di persone longeve, ed a Campodimele si consumano abitualmente le Ciammotte, le appetitose lumache del posto, ma le due circostanze non sono automaticamente connesse ed interdipendenti tra di loro.Ora che abbiamo messo bene le cose in chiaro, vogliamo dare un elenchetto di queste birre, che sono, lo ripetiamo, ad alta fermentazione, e con una puntina di amaro in fondo al loro  gusto. Ma vediamo anche gli altri componenti della dieta di Tom Parr.  Per esempio il pane con crosta. Ed aggiungiamo che Tom Parr era alquanto “tirchietto”, ma che forse questa sua caratteristica di fondo lo aiutò. Infatti, pur essendo ad un certo punto proprietario di una fattoria, per non buttarlo, magari a volte mangiava del pane un tantino raffermo ( è storico ). La crosta del pane contiene lisina, che è un amminoacido indispensabile alla nutrizione. Ricordiamo che un famoso premio Nobel, Linus Pauling, agli inizi del novecento aveva affermato la possibilità di prevenire la maggior parte delle malattie cardiovascolari assumendo quotidianamente dei piccoli e regolari quantitativi di Vitamina C e lisina. La cooperazione tra queste due molecole, diceva Pauling, avrebbe sortito questo effetto protettivo. Quindi, come ovvia considerazione, coloro che ancora oggi ritengono giuste le teorie scientifiche di Pauling, consigliano di aggiungere al pane con crosta (c’è la lisina ) anche degli agrumi come arance e limoni o degli integratori alla Vitamina C.  Prima di continuare a vedere, uno per uno, gli alimenti della dieta di  Tom Parr, l’uomo che visse  152 anni ripetiamo per l’ennesima volta ai nostri lettori che anche questa dieta, come tutte le diete che abbiamo ripresentato in altri articoli, deve essere fatta solo se il  medico curante è d’accordo, e se le  analisi cliniche lo permettono, e se inoltre sussistono tutti e due i reni, e non uno solo. Inoltre, fare eventualmente questa dieta, e ci teniamo a ribadirlo, non vuol dire arrivare per forza alla stupenda età di Tom Parr. Continuiamo a vedere gli alimenti che venivamo consumati da Tom Parr, l’uomo che ebbe in sorte dal suo destino una formidabile longevità. Quest’uomo era anche un po’ tirchietto (è storico), e forse fu anche questa sua caratteristica che aiutò la sorte nel conferirgli una vita dotata di così tanti giorni. Ci sarebbe tanto piaciuto pensare alle numerose conoscenze che un uomo potrebbe accumulare a quell’età, ma (sotto quest’ aspetto) c’è un pochino da restare delusi.  Infatti Tom Parr era analfabeta ed incolto, e di certo non possiamo pensare che si sia mai occupato, nemmeno in tardissima età, di alcuna questione scientifica.  Però, anche se terribilmente miope, era arrivato al suo 152°  anno con una mente perfettamente lucida, e con una salute buona, ad onta del suo aspetto malaticcio. Ci restano da esaminare, tra gli alimenti che Tom Parr consumava, il latticello, il formaggio verde, il sidro, e le cipolle. Vediamo anche il sidro, per un ottimo motivo, e cioè l’ indiscusso dato di fatto che Tom Parr (oltre alla sua birra), si beveva anche del sidro, in situazioni particolari. Per quanto concerne il latticello, esso, nel dizionario della lingua italiana Zingarelli,  viene anche chiamato siero di latte, e definito di colore giallastro.

 Come possiamo trovare quest’alimento? Non è difficile. Basta andare da un qualunque venditore di ricotta, comprarne un po’ (questo lo renderà più ben disposto ) e chiedergli di darci un po’ di quel liquido giallino che fuoriesce dalla ricotta stessa. Ammoniamo i lettori a conservare il nostro siero di latte in frigorifero. Inoltre li ammoniamo a non berne (per un uomo o una donna di 70 chili ) più di due terzi di litro al giorno.  Sempre ai  lettori che vogliano gustare il siero di latte,consigliamo di buttare via tale odorosa bevanda il giorno successivo a quello in cui lo avevamo avuto (in regalo ) dal nostro venditore. Anche se conservato in frigo, più di un giorno non facciamolo durare.  Si noti bene che quest’alimento viene impiegato da diversi anni nella nutrizione dei maiali di allevamento. Ma non fa bene soltanto ai maiali. Infatti sono molti anni che viene anche usato nella nutrizione adeguata e nella terapia dei bambini prematuri. Esso contiene le albumose (si badi bene: le albumose, e non le albumine )  proteine del latte studiate pochissimo, e dall’ indubbio valore terapeutico, se lo si giudica dai risultati ottenuti in diverse Cliniche italiane che tengono sotto la loro assistenza e consulenza medica i bambini nati prematuramente.

Per  quanto  concerne  il  formaggio  verde, diversi nostri Colleghi hanno scritto degli articoli interessanti su Tom Parr, ma dobbiamo rimarcare un piccolo particolare che è stato forse sottovalutato.  Qual’era il formaggio verde che aiutò, assieme agli altri alimenti, Tom Parr nel raggiungere la sua stupenda età ?  Ci pregiamo di fornire un’ ipotesi di lavoro che crediamo essere fondata al 90 %.  Secondo noi il formaggio verde  di cui parlano i nostri Colleghi, alludendo alla dieta di Tom Parr, altro non è se non lo Shropshire blue cheese, cioè il formaggio blù dello Shropshire. Perché diciamo questo ? Per una ragione semplice, anzi per due. Tom Parr era nativo della regione dello Shropshire, ed il padre gli aveva lasciato una fattoria. Ora, esaminando gli alimenti di quell’ epoca, abbiamo appurato che l’ unico formaggio classico di quella regione (l’ unico che è veramente peculiare di quella particolare zona ) è il formaggio blù dello Shropshire. Ma, oltre a ciò, desideriamo spiegare questo fatto dei colori. Il nostro non è uno scoop. Abbiamo soltanto ragionato sulla faccenda.

 Lo Shropshire blue cheese viene prodotto   grazie ad una muffa, il Penicillium roqueforti. Questa muffa conferisce al famoso formaggio dello  Shropshire le caratteristiche venature blù, che sono la sua caratteristica intrinseca. Però il colore aranciato di questo formaggio viene ottenuto con l’ “annatto” (abbiamo voluto lasciare il termine inglese ),che è un colorante naturale per i cibi. L’ annatto colora questo formaggio di una tonalità di fondo che appare di giallo aranciato. Ora, se noi consideriamo lo spettro solare, unendo tra di loro i due colori del blù e del giallo, si ottiene proprio il verde. Quindi, la muffa denominata Penicillium roqueforti conferisce a quest’ ottimo formaggio delle venature blù, almeno inizialmente. Ma poi, quando si esegue la colorazione con l’ annatto, le venature blù diventano di colore verde. Ed ecco come mai una persona incolta come Parr poteva,secondo noi, raccontare del suo “formaggio verde”. Era solo un effetto dello spettro ottico della luce, come noi la percepiamo. Ma vera o falsa che sia la nostra ipotesi, che noi formuliamo in tutta serietà, consideriamo anche un altro dettaglio, assai importante. Quello che Tom Parr mangiava, non era lo Shropshire blue cheese normale, ma un formaggio piuttosto prossimo all’ irrancidimento. Un formaggio insomma fermentato troppo, che una persona normale avrebbe buttato, in quanto “andato a male”.  Ma Tom Parr  era un po’ tirchio, lo abbiamo notato anche per la questione del pane che mangiava, un tantino raffermo. E questo nonostante possedesse una fattoria: mangiava sempre dei cibi di cui almeno due (il pane ed il formaggio ) sarebbero stati banditi da un gusto normale, in un uomo meno “economo”.   E forse questa sua tirchieria contribuì ad allungare la sua vita: probabilmente il formaggio troppo fermentato aveva delle virtù anche più salutari, magari per il suo contenuto enzimatico. Ed il pane alquanto raffermo, chissà che residui conteneva, nei quali la lisina dava origine a nuovi composti, una volta decarbossilata (almeno in parte ).  Detto questo, il formaggio blù dello Shropshire ha un profumo forte, con un leggero aroma del tutto suo caratteristico, ma percepibile. E’ più cremoso del formaggio Stilton, che è molto simile, e spesso viene servito nelle tavole inglesi come un succedaneo di tale formaggio.  Questo formaggio (dello Shropshire ) contiene il 4% di Vitamina A, ed il 15% di calcio.  Sempre facendo le nostre percentuali su 100 grammi di quest’ alimento, troviamo altre Vitamine appartenenti però al gruppo B, e precisamente: Vitamina B1 (Tiamina, altrimenti  denominata: “Vitamina antineuritica” ), nella percentuale dell’1, Niacina ( o Vitamina B3 ) nel quantitativo dell’ 1%, Vitamina B6  (o Piridossina, chiamata anche: “Vitamina del buon umore”),nella dose del 2%, Riboflavina ( o Vitamina B2 ) nel quantitativo del 6%, Acido Pantotenico (o Vitamina B5 ),nella dose del 5%, e Vitamina B12 (cianocobalamina ),nel quantitativo del 6%.  Da notare che le Vitamine del gruppo B si occupano dello smistamento dell’ energia all’ interno della cellula, e del corretto utilizzo di quest’ energia stessa. Esse sono indispensabili nelle diete dimagranti, come immancabili integratori.

 Non ci resta che parlare delle cipolle e del sidro, per completare questo rapido volo sulla dieta di Tom Parr. I lettori ci perdoneranno alcune eventuali lungaggini, ma alcune cose possono essere dette in un solo modo, ed inoltre i 152 anni di vita del personaggio in questione giustificano ampiamente lo studio della sua dieta. Si badi bene che questa formidabile longevità fu incrinata solo quando Tom Parr fu portato a Corte, e cominciò a mangiare alimenti troppo elaborati, ed a bere vini costosissimi. Finchè poi (ciliegina finale,ma non lo fecero certo apposta ) venne organizzato un grande banchetto (è storico) per festeggiare la sua lunghissima vita, ed egli morì in seguito al banchetto, dopo aver mangiato in modo eccessivo. Ma è opinione di illustri studiosi del passato (tra cui Charles Dickens ed Americo Scarlatti) che,senza il banchetto, magari il Vecchio Tom sarebbe agevolmente arrivato a 153 – 154 anni, o addirittura ad età maggiori,perché (prima di questi stravizi ) stava proprio bene. Ma non fantastichiamo.

Vediamo ora le cipolle, di cui Tom si nutriva ampiamente nella sua fattoria. Quanto stiamo per dire è ritrovabile sull’ Indian J Exp Biol.  1996 Jul; 34(7): 634-40. Noi, come al solito, abbiamo cercato di compiere un rapido ma completo volo sull’ argomento. Chi desiderasse ancora maggiori dettagli può andare, con Internet, su questa pubblicazione estremamente specializzata.  La cipolla contiene molti principi attivi contenenti zolfo, principalmente nella forma di derivati della cisteina, come i sulfossidi della S-alchil-cisteina.   Questi ultimi si decompongono, quando si vuole procedere alla loro estrazione, in una discreta varietà di tiosolfinati e di polisolfidi, per azione dell’ enzima allinasi. I prodotti decomposti di cui abbiamo parlato sono molecole volatili, e sono presenti negli oli ricavati dalla cipolla,anche con la semplice spremitura a freddo. Essi possiedono proprietà antidiabetiche, antibiotiche, ipocolesterolemiche, fibrinolitiche, e diverse altre azioni biologiche con effetto positivo sul nostro organismo.

Ma vediamo per ultimo il sidro. Il sidro è una bevanda acidula e leggermente frizzante,con un contenuto alcoolico modesto,che generalmente varia dal 3 al 6%. Generalmente è ricavato dalle mele.

Le proprietà benefiche e terapeutiche del sidro derivano dall‘alta concentrazione di fenoli,e di derivati dell’acido idrossicinnamico,di flavani che in genere sono degli oligomeri ( cioè composti da pochi frammenti molecolari ),di diidrocalconi,e flavonoidi,nonché di una congerie di antiossidanti.

Per questo il sidro può essere utile nella prevenzione di malattie cardiache,di alcune forme di cancro e di malattie di altri organi ed apparati (Mangas,J. J. ; Rodriguez ,R. et al.., October 1999 .” Study of the phenolic profile of cider apple  cultivars at maturity by multivariate techniques “. Journal of Agricultural and Food Chemistry 10 (47) : 4046-4052. doi: 10.1021/jf9903197. PMID 10552763).

 

  di   Marco Nicoletti   e    Paolo Nicoletti   

 

 

 

 

 

 

 

 

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